Carta di Padula per la promozione dell’agroecologia

Versione 1.0 lanciata a Padula (SA) il 17 maggio 2017 nel corso del Forum sull’Agroecologia nei Parchi del Sud.

 

PROMOSSA DA:

LEGAMBIENTE ONLUS

OSSERVATORIO EUROPEO DEL PAESAGGIO di Arco Latino

IN.N.E.R. – RETE INTERNAZIONALE DEI BIO-DISTRETTI

Premesse

L’agro-ecologia è considerata oggi un campo di ricerca interdisciplinare, in grado di cambiare la nostra visione comune sia dell’agricoltura che della società. Soprattutto  di cambiare le pratiche di produzione e consumo agro-alimentari per renderle effettivamente sostenibili e in grado di generare dinamiche di sviluppo sociale ed economico equo e solidale.

L’agro-ecologia in Italia è strettamente connessa allo sviluppo dell’agricoltura biologica, ed in questa direzione è utile porre attenzione particolare al nuovo approccio territoriale ed al ruolo che possono svolgere i Bio-Distretti e le Eco-Regioni per diffondere la cultura della conservazione della natura e dell’uso sostenibile delle risorse. Il Bio-distretto è un territorio naturalmente vocato al biologico dove agricoltori, cittadini, amministratori pubblici, stringono un patto per la gestione sostenibile delle risorse, secondo i principi dell’agricoltura biologica e dell’agro-ecologia.

Le Eco-Regioni in ambito mediterraneo sono caratterizzate da una varietà di ecosistemi e culture che possono svolgere un ruolo straordinario per contrastare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità. Questa ricchezza di risorse naturali, sociali ed umane è sempre più minacciata dall’impatto delle attività che viceversa  consumano suolo, producono desertificazione, esercitano una pesca eccessiva, inquinano acqua, suolo e aria. È urgente e necessario promuovere azioni integrate a livello macro e micro territoriale che contribuiscano a valorizzare il PATRIMONIO AGRO ECOLOGICO del Mediterraneo.

VISTO

  • che nella legge n. 221 del 28 dicembre 2015, recante disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali, sono contenute misure in materia di tutela della natura e sviluppo sostenibile, valutazioni ambientali, energia, acquisti verdi, gestione dei rifiuti e bonifiche, difesa del suolo e risorse idriche;
  • che la legge n. 221/2015 istituisce il Comitato per il capitale naturale, prevede sistemi di remunerazione dei servizi ecosistemici e ambientali (PSEA), la Strategia nazionale delle Green Community per comunità rurali e montane che si votano alla sostenibilità, un nuovo marchio volontario “Made Green in Italy” per indicare e comunicare l’impronta ambientale dei prodotti;
  • che altre novità normative sono state introdotte dal “Collegato Agricolo” che apre a nuovi scenari di innovazione e crescita nel settore agricolo con particolare riguardo al ricambio generazionale ed all’ingresso in agricoltura dei giovani e viene istituito il Sistema informativo per il biologico (SIB);
  • che la legge n. 194 del 1° dicembre 2015 reca disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare;
  • che l’Italia si è dotata già nel 2010 di una “Strategia Nazionale per la Biodiversità”, attraverso la quale intende integrare le esigenze della biodiversità con lo sviluppo e l’attuazione delle politiche settoriali nazionali e definire la vision per la sua conservazione fino al 2020;
  • che il 5 marzo 2015 è stata presentata una proposta di legge su “Norme per la tutela della terra, il recupero e la valorizzazione dei terreni agricoli abbandonati e il sostegno delle attività agricole contadine”;
  • che il 2 maggio 2017 è stato approvato dalla Camera dei deputati il disegno di legge sull’agricoltura biologica, che disciplina all’art. 10 i distretti biologici, che si caratterizzano anche “per la presenza di aree paesaggisticamente rilevanti, incluse le aree protette nazionali e regionali di cui alla legge 6 dicembre 1991 n. 394, e le aree comprese nella rete Natura 2000”;

CONSIDERATO

  • che in questo scenario le Regioni del Sud Italia svolgono un ruolo centrale e possono candidarsi ad avviare un percorso di costruzione di una Rete di condivisione ed azione funzionale all’avvio di una Stratega macroregionale, a partire da quanto nel Mediterraneo ci unisce agli altri paesi in termini di “stile di vita” di cultura e biodiversità. Dalla Dieta Mediterranea, vero paradigma dello stile di vita del mediterraneo, ai siti UNESCO nella capitale della risorsa cultura nel cuore del Mediterraneo, water front che sperimenta modelli di economia circolare, alla biodiversità patrimonio inestimabile per il contenimento degli effetti e dei rischi legati ai cambiamenti climatici;
  • che l’agricoltura contadina con la sua presenza attiva e diffusa rappresenta un elemento decisivo di presidio e di salvaguardia dei territori, con effetti virtuosi (e in certi casi insostituibili) sulla qualità del paesaggio, che a sua volta ha ricadute sul turismo, sulla manutenzione degli equilibri idrogeologici, sulla biodiversità, sul mantenimento dello strato fertile del suolo, contrastandone il dilavamento e l’erosione. Ha inoltre effetti sulla preservazione e sull’evoluzione delle tipicità alimentari ed eno-gastronomiche italiane, come elemento culturale e didattico utile anche all’educazione ambientale e alimentare dei giovani, e quale contesto ideale per lo sviluppo dell’agricoltura sociale;
  • che il carattere sfaccettato, molteplice, multifunzionale e complesso dell’agricoltura contadina non è adeguatamente riconosciuto dalle normative vigenti che ne colgono, nei casi più fortunati, solo alcuni aspetti parziali isolandoli dalla ricchezza e dalla complessità che la caratterizza;

VALUTATO

  • che il suolo è una risorsa non rinnovabile che l’uomo, con le sue attività, ‘consuma’: le abitazioni, le strade, le ferrovie, i porti, le industrie occupano porzioni di territorio trasformandolo in modo pressoché irreversibile. Il ritmo di questi processi è cresciuto parallelamente allo sviluppo delle economie: quello dell’aumento del consumo di suolo è un fenomeno globale, ma che è più problematico in paesi di antica e intensa antropizzazione come l’Italia, in cui, per la scarsità di suolo edificabile, l’avanzata dell’urbanizzazione contende il terreno all’agricoltura e spinge all’occupazione di aree sempre più marginali, se non addirittura non adatte all’insediamento, come quelle a rischio idrogeologico;
  • che il quadro si compone nel più inclusivo concetto di PAESAGGIO come promosso dalla Convenzione Europea del Paesaggio, missione principale dell’Osservatorio Europeo del Paesaggio di Arco Latino con sede nella Certosa di San Lorenzo in Padula (SA);
  • che il Ministero delle Politiche Agricole italiano ha introdotto per la prima volta l’approccio agroecologico nel Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico, approvato il 24 marzo 2016, e che comprende un set di 10 azioni, orientate verso la transizione dal biologico 2.0 al biologico 3.0;
  • che in questo ambito nasce il progetto ERASMUS + “Euro-EducATES – Insegnare l’agro-ecologia nel periodo di transizione e gli effetti sui sistemi di conoscenza in agricoltura” per promuovere iniziative di comunicazione, formazione e informazione, al quale partecipa come partner Italiano l’Osservatorio Europeo del Paesaggio di Arco Latino;
  • che necessita sperimentare un’azione integrata del processo in atto tra soggetti promotori di attività e azioni di sensibilizzazione, comunicazione e monitoraggio, e promuovere i risultati e le proposte contenute nel Primo Rapporto Italiano sull’AgroEcologia, pubblicato nel 2016 dall’Osservatorio Europeo del Paesaggio di Arco Latino nell’ambito del progetto Euro-EducATES;

SI CONVIENE E STUPULA QUANTO SEGUE

  1. le premesse formano parte integrante e sostanziale del presente accordo;
  2. si sottolinea l’importanza di promuovere un piano di comunicazione integrata ed educazione che, sulla base del Primo Rapporto Italiano sull’AgroEcologia (che allegato al presente accordo ne forma parte integrante) sia rivolto al grande pubblico per accrescere la consapevolezza della necessità urgente di sviluppare sistemi agro-ecologici sostenibili, per garantire alle generazioni future resilienza ai cambiamenti climatici, disponibilità di terra, acqua e semi, diete sane ed eliminazione dello spreco nei sistemi alimentari, opportunità sociali ed economiche per entrambi i sessi, valore del patrimonio culturale che fornisce identità e accesso alle conoscenze tradizionali e scientifiche. Tale Piano di comunicazione ed educazione prevede un’azione mirata al sistema di istruzione, formazione professionale e alle università, al fine di introdurre l’approccio agroecologico in generale nei curricula ordinari e nelle specializzazioni, in particolare in quelli inerenti il sistema agroalimentare e l’ambiente;
  3. nel 2017-2018 si svilupperanno nell’ambito del progetto ERASMUS + “Euro-EducATES – Insegnare l’agroecologia nel periodo di transizione e gli effetti sui sistemi di conoscenza in agricoltura” attività per promuovere, all’interno del sistema nazionale delle aree naturali protette, iniziative di comunicazione, formazione e informazione, si procederà con la stesura e presentazione dei successivi Rapporti italiani sull’AgroEcologia a cura dei tre sottoscrittori del presente Accordo di Collaborazione;
  4. sarà realizzato almeno un appuntamento annuale per promuovere nel sistema nazionale dell’agroecologia con particolare attenzione al PATRIMONIO AGROECOLOGICO del Mediterraneo nell’ambito dei processi di promozione della MACROREGIONE DEL MEDITERRANEO.
  5. sarà costituito tra i sottoscrittori un apposito COMITATO SCIENTIFICO che supporterà l’evolversi del processo di conoscenza e sviluppo;
  6. i sottoscrittori dell’accordo delegano per la sua attuazione Legambiente, Osservatorio  europeo del paesaggio, INNER, a costituire un gruppo di lavoro operativo, aperto alla partecipazione di tutti i soggetti sottoscrittori;

Il presente accordo non prevede costi diretti da parte dei sottoscrittori, ed ha la durata di anni cinque ed è rinnovabile per un periodo analogo su espressa volontà dei sottoscrittori.

Padula, 17 maggio 2017